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Ricorrenza del IV Novembre

Esattamente novant’anni fa, il 4 novembre 1918, terminava la Prima Guerra Mondiale sul fronte italiano ed il silenzio calava sugli insanguinati campi di battaglia del Piave e del Grappa. IL giorno prima, il 3 novembre 1918, gli Austriaci, sconfitti dagli Italiani nella battaglia di Vittorio Veneto, avevano firmato la resa incondizionata. L’Italia aveva vinto, Trento e Trieste erano state liberate mentre il millenario Impero Asburgico si era frantumato.

Il 4 novembre venne così proclamato come festa nazionale delle forze armate e dell’unità d’Italia.
Una ricorrenza dedicata a tutte le forze armate del paese e alla vittoria nella Prima Guerra Mondiale, ma soprattutto una giornata per celebrare la pace che quella vittoria assicurò a caro prezzo. Deve essere chiaro a tutti che noi oggi non stiamo assolutamente celebrando la guerra e nemmeno rievocando solo una vittoria. Noi oggi stiamo celebrando la pace come valore assoluto e stiamo ricordando tutti coloro che, militari o civili che fossero, persero la vita a causa della guerra.
I nomi di questi caduti, dei caduti albinesi, dei caduti di tutta Italia, dei caduti di tutti gli eserciti del mondo, sono i muti testimoni dell’immane tragedia che è la guerra.
Il loro silenzio vale più di ogni altra forma di condanna per la guerra e di testimonianza per la pace. Così come il silenzio di tutte le vittime innocenti di tutte le guerre che hanno travagliato la storia dell’uomo, costituisce la più vera e la più forte denuncia contro ogni forma di violenza e di sopraffazione.
Sta a noi trasformare questo silenzioso urlo di condanna in un grido di speranza, perché il mondo e la vita degli uomini non sono solo guerra e morte, non sono solo violenza insensata e cieca sopraffazione, ma sono e debbono essere anche amore e speranza. Nel ricordare e commemorare quanti morirono a causa della guerra dobbiamo rivolgere anche il nostro sforzo ad educare le nuove generazioni al ripudio della guerra, del terrorismo e di ogni altra forma di violenza per risolvere qualsiasi tipo di controversia, sia essa tra due nazioni o sia essa tra due semplici vicini di casa.
Lo scontro e la violenza non hanno vinti e vincitori, ma solo vinti, e la guerra è una irrimediabile sconfitta per l’intera umanità.
Ma è anche nostro dovere mantenere la guardia sempre alta e prendere posizione non solo quando una guerra è in atto, ma tutte le volte che si creano le condizioni perché possa scoppiarne una nuova.
L’invito, quindi, è quello di far sì che i germi della guerra, come l’odio etnico, l’intransigenza politica, il potere economico e il fanatismo religioso, non abbiano più ad impadronirsi del cuore degli uomini. Anche se può sembrare un’utopia, non dobbiamo smettere di crederci ed operare in tal senso.
Ringraziamo anche tutti i membri delle forze armate, dall’esercito alla Polizia di Stato, dai Carabinieri alla Guarda di Finanza, dal Corpo Forestale dello Stato ai Vigili Urbani, che ogni giorno compiono il proprio dovere, talvolta a rischio della loro stessa vita, garantendo la nostra sicurezza, la nostra incolumità, ma soprattutto difendendo la pace ovunque.
Ricordiamo ancora i nostri caduti di tutte le guerre che seppero fare il loro dovere perdendo la propria giovane vita.
In onore ai caduti Albinesi vittime di tutte le guerre, la nostra città rende loro oggi un doveroso omaggio, assicurandone perenne memoria e riconoscenza.

 

Il Sindaco

 

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